Pedrabranca. (Ceará) Brasil

martedì 1 febbraio 2011

Mostre di Pittura

Sempre durante il mio "anno sabbatico" quando vivevo a Roma, frequentavo anche l'ambiente delle mostre di pittura.
 Devo dire che é un esercizio abbastanza pesante. Si deve sapere dove e quando e chi espone. Magari dopo si andava a cena in qualche ristorante tipico, a buon bisogno pagando "alla romana" tutto bene. Ma si allargavano le amicizie ed in definitiva si tornava a casa molto tardi.


Spesso capitavo in gallerie di seconda categoria se posso dire cosi, pur nulla togliendo al valore ed alla capacitá dei vari galleristi.
Il fatto è che esistono pittori pieni di passione, autodidatti, che riescono anche a creare lavori notevoli, niente da dire, ma sono sconosciuti.
E organizzare una mostra, tanto piú se personale é un lavoro lungo, e dispendioso.
E come in tutte le cose esistono gli avoltoi...
Gente trafficona che ha agganci ovunque, e che lucra sulla buona fede del povero artista. C'é il critico che ha  agganci su vari giornali, ed in cambio di un quadro, riusciva e mettere un pezzullo grande come un francobollo in ...esima pagina, con grande gioia ed orgoglio del pittore.
Ma non di questo volero parlare, per quanto ci sarebbe molto da dire, bensi del sottobosco, me compreso, che frequentava i vari  "Vernissage".
Anche lí capitava che ci si trovava smepre le lo stesso gruppetto di persone. Il piu´delle volte erano signore di mezza etá, di cui non fregava niente delle opere, ma per il buffet.....alcune avevano addirittura capaci borse in cui inguattavano (come si dice a Roma), pizzette e dolcetti.
Avevamo messo su  un tam-tam telefonico, e si sceglieva la galleria. Alcune erano escluse perché il vino era scadente, o offrivano poca scelta, sul buffet..
Io per darmi un tono e per giustificare la mia presnza mi paludavo da Critico, o meglio appassionato di pittura, e appena potevo cominciavo a sparare cazzate immani. Citando che ne so "il cromatismo sofferto, la ricerca di un una catarsi seppur dolorosa ,nella ricerca dell'Io perso negli spazi e nei volumi, etc.etc....E che vor dí?  Ecchenneso?.
Se poi riuscivo ad avvicinarmi al buffet, e bere qualche buon bicchiere, le critiche venivano ancora meglio.
Inoltre c'erano spesso le amiche dell'artista, che si vedeva che non erano abituèe, commesse, impiegate, ma vestite per la occasione. A me facevano molta tenerezza.
Il clou della serata era quando  arrivava qualche personaggio di rilievo. In genere qualche assessore, o vicevice del vice.
Ed allora era tutto un lampeggiare di flash, e tutti si facevano fotografare al suo fianco. Io mi imbucavo dove erano piú di tre persone, per farsi riprendere, ed il giorno dopo mi cercavo sul giornale. Mi divertivo un mondo.
E rimorchiavo pure. Spesso la serata finiva con una cena a due in qualche trattoria discreta, di cui ero amico, ed alla fine non chiedevo il conto salutavo ed andavamo via. Passavo il giorno dopo a pagare. I gerenti si divertivano a questo gioco, ed erano molto ossequiosi, e premurosi. La mia  ospite rimaneva molto impressionata.
La solita storia di essere o apparire. Per fortuna mi sono sempre reso conto che era un apparire.Divertente, ma sempre un apparire.
Dai e dai, conobbi anche vari paparazzi, a cui mi accodavo durante le loro scorribande, e finti insguimenti, finte liti dell'attore di turno ripreso con la sconosciuta di turno anche lei
Ma questa è una altra storia.

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