Pedrabranca. (Ceará) Brasil
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martedì 14 giugno 2011

Povertá.

Foto dal Web
Tra i tre voti religiosi, oltre a quello di Castità, Obbedienza, vi è anche quello di POVERTÀ'.
Ma chevvordí?

domenica 8 maggio 2011

Api

foto da Web
Se conosci le api te ne innamori. Veramente. Già in monastero dove vissi qualche anno della mia adolescenza, ebbi modo di fare esperienze nel campo. Essendo un monastero benedettino in cui il motto è " ora et labora", oltre ad orto, frutteto, vigna vari laboratori, avevamo anche alcune arnie, che Fra Benedetto, che sempre ricorderò con affetto ed ammirazione, curava con attenzione e passione.

martedì 26 aprile 2011

Sancte Pater Benedicte....ora pro nobis.

Foto da Web
Ho notato con sorpresa piacere che i miei piccoli post, riferentesi ad una mia esperienza giovanile in un monastero benedettino, ha creato un po' di curiosità. Non so se continuerò, per il semplice fatto, che scavando nei miei ricordi sepolti sotto un grande strato di esperienze successive, dolorose, ma, ovvio, anche felici, sono emersi piccoli avvenimenti che in fondo mi hanno ferito.

sabato 23 aprile 2011

Vacanze estive

Foto da Web
Finalmente finiva la scuola. Esami, scrutini, e bla bla bla... Potevamo dare inizio alle vacanze estive.
Non si andava a casa presso le famiglie, ma si rimaneva li. L'unica differenza era che cambiavano un po' i ritmi di vita.

giovedì 21 aprile 2011

Sabato Santo

Il Cero Pasquale. 
Ed eccoci finalmente al Sabato Santo.
Una liturgia molto complessa.e commovente.La benedizione del fuoco, dell'acqua ed anche il ricordo del Santo Battesimo.

lunedì 18 aprile 2011

Il refettorio


Foto da WEB
...e te pareva che non tornavo a parlare di MANGIARE. Dovete sapere che in quegli anni la alimentazione era una delle cose più desiderate. Fame per quasi tutti. Dopoguerra.

Sorella Angelica,ovvero, tempeste ormonali.

Foto dell'autore
Dovete sapere, che proprio dalla altra parte della strada ove è il Monastero, in cui io studiavo per diventare un bravo monaco benedettino, esisteva una piccola comunità di suore. Non vi dico di quale ordine. Suore insomma.
Esse provvedevano a lavare la nostra biancheria, cucivano le nostre tonache, rimediavano agli strappi sui vestiti che ci producevamo durante i nostri sconsiderati giochi, e , naturalmente curavano tutto l'abbigliamento liturgico, cotte, camici, tovaglie per gli altari, e quant'altro.


domenica 17 aprile 2011

Il Frate Cuoco

Foto presa da Web
In una comunità con tante persone, che regolarmente mangiano, serve un servizio di cucina, ovvio.
La persona preposta a tale bisogna, era il Frate cuoco. Frate converso, il che significa che era addetto solo ai lavori del monastero, come parecchi altri, i quali avevano solo i voti, (Castità, Povertà, ed Obbedienza), senza però essere ordinati Sacerdoti.

sabato 16 aprile 2011

ORA ET LABORA.

San Benedetto da Norcia
Ho vissuto la parte più delicata della mia infanzia e adolescenza dagli 11 ai 15 anni, in un Monastero Benedettino Primitiva observanzia. Voglio dire che lì, la REGOLA di S..Benedetto, era seguita alla lettera.
Nei secoli successivi alla fondazione dell'Ordine, sorsero altri ordini monastici, Trappisti, Certosini, Olivetani, e via dicendo, ma sempre partendo dalla base benedettina. Tutto bene,  io capitai in un monastero "Primitiva observanzia". 
Avevo la "vocazione", e mi piaceva anche studiare. Praticamente vissi di pane, disciplina, e canto gregoriano. Pochi mesi dopo la mia entrata in cui frequentavo la seconda media, mi fu imposta la tonaca nera, con lo scapolare, ma non il cappuccio, in quanto ero solo "probando', cioè "da provare". Era un vita molto regolare,con molte proibizioni. Silenzio assoluto sempre, tolto il periodo di ricreazione.
Ovviamente, come fui accolto, mi sentivo molto spaesato. Eravamo una ventina di ragazzi, di diverse età, rapati a zero, e per lo più provenienti dal Lazio. Subiaco e dintorni. Molti genitori risolvevano cosi il problema di allevare i figli. Era finita la guerra da poco, e c'era fame. Diciamolo chiaramente.
Per prima cosa cambiarono il mio nome in Ferruccio, mio secondo nome, visto che c'era un altro Franco. (Tra l'altro adesso che mi ricordo , un testa di cavolo da poco).Comunque io ero stato allevato in modo di parlare correttamente l'italiano, e, seppur a schiaffoni, mi era stata impartita una certa educazione, come lo stare a tavola ad esempio. E già ero diverso. A scuola, il primo giorno, mi fu assegnato il tema: La mia entrata in monastero", ovvio. Scrissi due paginette accettabili, in italiano abbastanza corretto. per cui il Prof., uno dei monaci, circa una trentina che vivevano colà, mi diede 10! Ne fui lusingato, ma ebbi subito la prima lezione. 
Il Padre che ci seguiva, il Padre Prefetto, siccome io mi vantavo con i compagni, mi punì, per atto di superbia. Tanto per fare capire che aria tirava. Umiltà anzitutto. 
Man mano che scrivo, i ricordi emergono come funghi dopo una pioggia nel bosco, e suppongo che dovrò scrivere diverse puntate. Come un romanzo .... Comunque la giornata si svolgeva tra studio, funzioni liturgiche, recita del breviario secondo le ore canoniche, e qualche ora di ricreazione, in cui si doveva giocare a darsela, correndo per il chiostro come dannati. Non era permesso isolarsi.
Durante l'inverno,si faceva ricreazione entro la nostra ala riservata,un camerone infinito, diviso ai lati da tramezze, con il letto ed un comodino, aperte sul davanti. Celle, insomma. E ci sfidavamo in giochi da tavolo. Anche con gli scacchi.
La notte verso le tre, sentivo la campanella che chiamava i monaci per recitare il breviario. seguendo pedissequamente le ore canoniche, ma per fortuna noi ragazzi rimanevamo a dormire. Mattutino e Laudi. Verso le 11 prima del'"Asciolvere", il pranzo, sesta et nona, sempre tutti raccolti nel coro dietro l'altare. Verso il tramonto "Vespri", e quando era buio, dopo la cena, "Compieta". Circa alle 8, tutti a dormire. Una vita molto regolare, liturgicamente parlando. A questo proposito mi viene in mente che in portoghese i nomi della settimana seguono la dicitura latina. Partendo dalla Domenica, considerato il primo giorno della settimana,il Lunedi "Segunda", Mercoledì Terça, e cosi via fino a "Sabado", senza scomodare Dei o Dee della mitologia. Fine della digressione storica. Per adesso mi fermo qui perché penso che un post tropo lungo infastidisca chi legge. Alla prossima.